Idea Tourism Magazine

Luoghi -

Diano d’Alba, impareggiabile “balcone” con vista

A pochi chilometri da Alba, Diano presenta tre zone ben distinte: il centro storico, la Valle Talloria, su cui si affacciano molte aziende vinicole e Ricca, sede delle principali attività industriali.

Alto contrasto Aumenta dimensione carattere Leggi il testo dell'articolo
Idea Web TV

Dai bastioni del castello si possono ammirare i vigneti della zona del Barolo e le colline delle Langhe, terreni ideali per la produzione di grandi vini, che compongono la principale attività di questo paese.

Condividi

Cosa vedere

Diano d’Alba si trova in una posizione ideale nel contesto delle Langhe da cui si estende un paesaggio magnifico di colline, pianure, paesi e castelli a cui fa da scenario l’arco delle montagne, oltre a offrire un notevole patrimonio monumentale e artistico. Nel centro storico si trova palazzo Ruffino, edificio raffinato costruito una prima volta a metà del XVII secolo e riedificato quasi interamente nel 1730. La piazza principale Trento Trieste, è impreziosita da un altro palazzo storico della fine del XVII secolo, battezzato recentemente “La porta rossa”, antica dimora privata di importanti personaggi dianesi. Ancora più antico è il palazzo del Conte Rangone, situato nella parte nord del paese e ricavato da un monastero dei padri agostiniani, di cui si può ancora ammirare il chiostro. Le pietre miliari sono comunque la chiesa parrocchiale in barocco piemontese e la sua torre campanaria, costruite in momenti diversi. Otto quadri di autori famosi fanno di questo sacro edificio un luogo di preghiera e di arte importantissimo. Dal belvedere lo sguardo può spaziare a 360° gradi, oltre che sul territorio, sul bellissimo paese. Partendo dalle rovine del castello e passeggiando per le strette contrade dei quattro borghi che compongono il capoluogo, si passa tra coloratissimi balconi fioriti delle case antiche.
Cascina Rossa ha realizzato il piccolo ma completo museo della civiltà contadina che ruota attorno alla vite: un percorso ben documentato che la famiglia Veglio mette a disposizione degli ospiti che visitano l’azienda, per aiutarli a capire quanta storia ed esperienza ci siano dietro ai loro vini.

Cosa assaggiare

Diano è soprattutto la patria del Dolcetto. Settantasei Sörì (letteralmente “esposto al sole”, parola utilizzata per indicare le aree del territorio particolarmente vocate alla viticoltura) formano la Docg a protezione e garanzia della grande qualità di questo vino che si può degustare nella cantina comunale.

Eventi

  • Di Söri in Söri: ottobre

Condividi l'articolo

Articoli correlati