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Il Viaggio 2020 parte in un bosco di castagno sopra Moiola con la “Terra Futura” di Carlin Petrini

Sabato 19 il fondatore di Slow Food dialogherà con Fredo Valla sul libro scritto con Papa Francesco

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La copertina del libro “Terra Futura”

Sabato 19 settembre alle 15,30 a Moiola, in frazione Tetto Spada, la natura, cultura e  storia si fondono. La Delegazione FAI di Cuneo proporrà “FAI Nuovi Mondi”, accompagnando il pubblico alla scoperta della cappella dell’Assunta, dell’Arbol e dell’antica Cascina- Fortezza di Tetto Spada. Per raggiungere la località è disponibile a partire dalle 15 un servizio navetta gratuito che partirà da Moiola (via San Giovanni Battista 18, davanti all’omonima chiesa parrocchiale). 

Alle 17,30, sempre a Moiola in frazione Tetto Spada, nel teatro naturale di un bosco di castagno, grande attesa per il dialogo tra Carlin Petrini e Fredo Valla sul tema “Terra Futura”. Il tema dell’incontro nasce dal titolo dell’ultimo libro che Carlin Petrini ha scritto a quattro mani con Papa Francesco, “TerraFutura. Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”. Lo spunto di partenza è che oggi più che mai c’è bisogno di persone buone, pulite e giuste: dall’Enciclica “Laudato sì” al manifesto di Slow Food, il mondo può essere diverso da com’è e tocca a ciascuno andare in quella direzione cercando Nuovi Mondi. Carlo Petrini, meglio noto come “Carlin”, non ha certo bisogno di presentazioni. Fondatore di Slow Food e ideatore di Cheese, Salone del Gusto e Terra Madre, ha elaborato una nuova idea di gastronomia, che guarda al cibo come risultato di processi culturali, storici, economici e ambientali, dando un impulso decisivo alla creazione della prima Università di Scienze Gastronomiche. Incluso da The Guardian tra le 50 persone destinate a salvare il pianeta, gira il mondo mantenendo vivo il rapporto con la realtà di Slow Food in ciascun Paese e intervenendo in dibattiti di respiro internazionale. Ingresso 3 euro, biglietti acquistabili su www.eventbrite.it.

Alle 18,30, ancora a Moiola in frazione Tetto Spada andrà in scena “Moiola in Blues”, un aperitivo al ritmo del blues dei The Newtons con degustazione di prodotti tipici della Valle Stura.8: Miele, formaggi vaccini e caprini, agnello, castagne, frutta e verdura, con un unico denominatore: cibi con amore e solo  della Valle Stura.

Alle 21,15, al Campo Base di Valloriate, prende il via il concorso “Nuovi Mondi” Film Festival 2020 con la proiezione del documentario “Piano to Zanskar” di Michal Sulima (Regno Unito, 2018, 86′). Il film racconta la storia di Desmond O’Keeffe, un accordatore di 65 anni, che di fronte alla possibilità di godersi la pensione su una sedia a sdraio con una torta al limone, decide invece di effettuare la più impegnativa e pericolosa consegna della sua carriera: trasportare un piano a muro Broadwood and Sons, vecchio 100 anni e pesante 80 chili, dalla trafficata Londra al cuore dell’Himalaya indiano. L’ambiziosa destinazione di Desmond è una scuola elementare a Lingshead, nello Zanskar, a un’altitudine di oltre 4.000 metri, uno dei posti più isolati al mondo. Aiutato da un team di Sherpa e da un variegato gruppo di yak e pony, Desmond e i suoi assistenti testano i loro limiti fisici e psicologici, valicando ripidi passi montani di incredibile bellezza. Se avrà successo, la consegna conquisterà il record mondiale di altitudine. Ma soprattutto, sarà la massima dimostrazione del potere universale della musica: ispirare forza e portare gioia. Ingresso libero.

Domenica 20 settembre il concorso “Nuovi Mondi” Film Festival 2020 entra nel vivo con tre proiezioni pomeridiane e una serale al Campo Base di Valloriate, intervallate da una serata tutta a tema femminile. 

Alle 16 si comincia con “Kinnaur Himalaya” di Emanuele Confortin (Italia/India, 2020, 76’). Il Kinnaur, distretto tribale dell’Himalaya indiano, è luogo di spiriti, esorcismi e grandi cime dove sopravvive il culto degli oracoli di villaggio. Negli ultimi decenni il Kinnaur ha dovuto fronteggiare le sfide di una modernità incalzante, che ha stravolto gli equilibri sociali, sostituito antiche attività agro-pastorali e attirato migliaia di migranti. La monocoltura delle mele è la trasformazione più evidente, ma potrebbe avere vita breve a causa del cambiamento climatico. 

Alle 17,30 sarà la volta di “13 grados sur” di Francesco Garello e Manuel Peluso (Italia/Perù, 2020, 28’). Emisfero Sud, latitudine 13 gradi. Sulle Ande peruviane il cambiamento climatico spinge le comunità locali a domandarsi perché la terra non dà più i frutti di una volta. Forse non si sono presi adeguata cura della Pacha Mama? Poco distante intere montagne vengono sventrate in cerca di rame da alcune delle più grandi imprese minerarie del mondo. Il film mette in luce il contrasto tra uno sviluppo “affamato di terra” e quello di una cultura che la terra la accudisce.

Alle 18,15 toccherà a “Magar Women” di Rosario Simanella (Nepal, 2019, 59’). La vita di un gruppo di donne Magar che vive a Nangi, sulle aspre catene montuose del Nepal. Queste donne producono reddito, prendono decisioni autonomamente, amano la natura. Hanno un senso della comunità molto pronunciato, trasformando il loro villaggio in un modello di emancipazione femminile e combattono con la forza del loro sorriso. Tuuto attorno, il paesaggio di una delle catene montuose più alte e sconosciute del mondo.

Alle 21 serata a tema “La rivincita delle donne”, nel corso della quale Irene Borgna e le donne di Valdieri (Michela, Marcella, Cinzia, Rita, Alessandra e Cinzia) presentano la storia della rinascita della piccola quanto bella Sant’Anna di Valdieri, unica borgata abitata all’interno del Parco Naturale delle Alpi Marittime. Antropologa alpina, guida naturalistica e autrice dell’ebook “Montagna: femminile plurale” (Zandegù 2014), del fortunato “Il pastore di stambecchi” (Ponte alle Grazie 2018) e del nuovo libro per ragazzi “Sulle Alpi” (Editoriale Scienza 2020), Irene Borgna è appassionata di storie di resistenza, restanza e montagna: tutte e tre hanno trovato casa a Sant’Anna di Valdieri, dove una congiunzione astrale favorevole ha fatto sì che si incontrasse un gruppo di donne capace di immaginare e mettere in pratica Nuovi Mondi. Ingresso libero.

Alle 22, gran finale della serata a tema con la proiezione del film “Cholitas” di Jaime Murciego e Pablo Iraburu (Spagna/Bolivia, 2019, 80’). Cinque donne indigene boliviane affrontano una spedizione unica nel suo genere: come gesto di liberazione e di emancipazione, decidono di scalare l’Aconcagua, la montagna più alta d’America. L’immagine è sorprendente: scalano indossando le loro gonne tradizionali. Sono più che alpiniste, sono donne coraggiose che trovano nella montagna uno spazio per sentirsi libere, felici e vive. La loro avventura mostrerà al mondo un modo entusiasmante di essere donna, di vivere la tradizione e rapportarsi con Madre Natura.

Sabato 19 e domenica 20 settembre ancora, Valloriate farà da palcoscenico all’atto finale del progetto “Muovere le Montagne” con i tre workshop “La montagna che non sembra” in programma sabato 19 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, domenica 20 dalle 9 alle 13. Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo a info@kosmoki.com. I workshop sono aperti a persone curiose che abbiano voglia di mettersi in gioco. Abitanti, turisti, amanti della Valle Stura che potranno cimentarsi nell’impresa artistica della stesura di una vera sceneggiatura per raccontare la Valle. A guidare i partecipanti sarà Davide Longo, scrittore e insegnante alla Scuola Holden, regista di documentari, autore di testi teatrali e autore radiofonico per Radio Rai. Longo ha scritto per Repubblica, Avvenire, Slow Food, Donna, Lettere, Travel e i suoi libri, usciti per Einaudi, Feltrinelli, Fandango, Keller e Marcos y Marcos, sono tradotti in molti Paesi.

Da sabato 19 a domenica 27 settembre, infine. in collaborazione con L’Aura Scuola di Cinema di Ostana e sotto la supervisione dello sceneggiatore e regista Fredo Valla, per 9 giorni la Valle Stura si trasformerà in un set cinematografico dove abitanti, animali e paesaggi saranno i protagonisti. Lavoreranno alla regia di “Ciak, si gira!” Yalmar Destefanis, Andrea Fantino, Ornella Lo Surdo e Giacomo Dondi.

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