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Nel cuore del Roero, questa ridente cittadina, rilancia attraverso le sue numerose manifestazioni l’enogastronomia della zona.

L’attuale panorama economico che caratterizza la fiorente “Capitale del Roero” è vario e spazia dall’industria al commercio all’artigianato, ma la componente traino, la più importante, resta l’agricoltura. In particolar modo Bra si è specializzata nella coltivazione degli ortaggi di prima qualità e vede come territorio ideale la zona che affianca la statale tra Bra e Alba. Le famiglie storiche ortolane da più di due secoli si tramandano i segreti di una coltivazione redditizia che affianca all’attività produttiva anche quella commerciale degli ortaggi stessi. I “giardinieri”, come venivano denominati un tempo, basavano la loro produzione sulla comunità, intesa come senso di solidarismo, e fondarono, alla fine del secolo scorso, una prima Società di rappresentanza e nel 1930 venne edificata la chiesetta degli orti.

A differenza di molte altre zone dove l’agricoltura, con il passare degli anni, è stata in buona parte abbandonata per lasciare spazio all’avanzare della tecnologia dell’industria, la produzione ortolana di Bra ha saputo sostenere il confronto con nuove idee, studiato esperimenti e nuove tecniche di coltivazione all’avanguardia.

Bra è famosa in Italia e nel mondo per essere la patria del movimento Slow Food, per la sua eccellente salsiccia e per gli eventi di apertura internazionale come Cheese, la più importante manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo e ai latticini.

Cheese 2019: naturale è possibile

Dal 20 al 23 settembre torna a Bra la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo e ai latticini organizzata da Città di Bra e Slow Food con il sostegno della Regione Piemonte.

Il tema di questa edizione, “Naturale è possibile“, accende i riflettori sulla biodiversità invisibile fatta di batteri, enzimi e lieviti, silenziosamente sotto attacco dall’utilizzo sempre più diffuso di colture selezionate dall’industria. Ecco quindi la nuova area dedicata ai produttori fermier: piccole, a volte piccolissime aziende agricole che trasformano solo il latte dei propri animali, praticano prevalentemente il pascolo e producono formaggi senza fermenti selezionati o con fermenti autoprodotti. Inediti anche i due appuntamenti di formazione sulle tecniche di produzione dei formaggi naturali e dei fermenti autoprodotti rivolti agli espositori della manifestazione, sia italiani che internazionali, in programma nell’anteprima di giovedì 19 settembre.

Cheese 2019 amplia la finestra sulle produzioni eccellenti di salumi senza nitriti e nitrati e di pani a lievitazione naturale, destinando loro una piccola fetta del mercato.

Troviamo i caci naturali in degustazione nella Gran sala dei Formaggi, mentre l’Enoteca, tra le 600 etichette proposte, annovera anche una selezione delle migliori Triple A. Sui formaggi, salumi e pani naturali e sul loro contraltare industriale sono incentrate tre Conferenze in programma. Mentre a Slow Food è assegnato il ruolo educativo principale, sempre a partire dal piacere di conoscere attraverso il cibo, con il percorso per L’erba che vorrei, dedicato alle famiglie in visita e agli studenti delle scuole. Ma le novità non finiscono qui. Debutta a Cheese la Fucina Pizza Pane e Pasticceria, uno spazio didattico sulle connessioni tra lievitazioni e latticini, realizzato in collaborazione con Agugiaro&Figna Molini, con 12 appuntamenti principalmente al femminile in un ambito, quello dell’arte bianca, storicamente maschile.

Passiamo poi al grande Mercato italiano e internazionale con oltre 300 espositori e alla Via degli affinatori che sempre di più riconoscono in Cheese l’evento in cui non solo incontrarsi e fare rete.

Oltre alle altre regioni italiane che scelgono Cheese come palcoscenico per raccontare territori, comunità, tecniche e tradizioni casearie, importante è la partecipazione della Regione Piemonte, che nello spazio Terre Alte porta alla ribalta il tema delle aree collinari e montane, intese come una via possibile per una agricoltura viva e sostenibile che produce reddito e speranza, e per un turismo nuovo, degno di rispetto e desideroso di autentica conoscenza. Come sempre a Cheese non mancano le Cucine di strada e i Food truck, la Piazza della Birra e i Chioschi regionali, la Piazza del Gelato e la Casa Libera del Burro,…

Il programma della manifestazione è già disponibile on line su www.slowfood.it con la possibilità di acquistare tutti gli eventi su prenotazione.

Pollenzo

Pollenzo è la frazione più nota di Bra, sulla cui piazza si affaccia un complesso architettonico di edifici che richiamano gli antichi fasti di una delle residenze private della famiglia reale. All’interno di questi antichi locali, da alcuni anni l’Università di Scienze gastronomiche coinvolge nei suoi corsi studenti da tutto il mondo, mentre la caratteristica torre che campeggia sulla piazza ospita la Banca del vino, dove sono custoditi e invecchiati alcuni dei più noti cru italiani. Nella scorsa edizione di Cheese è nata l’idea di creare un Master dedicato ai formaggi a latte crudo all’Università di Scienze Gastronomiche, che sarà presentato ufficialmente durante l’evento.

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Bra

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