Castiglia di Saluzzo, Memoria Carceraria in mostra e nelle pagine di Evasioni

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La visita alla Castiglia di Saluzzo porta a riflessioni forti sul carcere, sulla sua vita e sul significato storico. Da fare insieme alle letture di Evasioni, progetto letterario che qui ha avuto origine.

di Nadia Toppino

Un castello dalle mille vite

Culmine della città vecchia, sin dalla costruzione, la Castiglia rappresenta l’espressione più alta del ruolo di piccola ma insigne capitale che Saluzzo ricoprì per quattro secoli.

La costruzione del castello di Saluzzo, voluta dal marchese Tommaso I, è databile tra il 1270 e il 1286 sulla base di precedenti fortificazioni. Successivi interventi di modificazione ne mutarono completamente la struttura.

Si è passati da fortezza a dimora signorile per opera del Marchese Ludovico I in occasione delle proprie nozze, per poi avere durante la dominazione francese di fine ‘700 la sede del Governatore del Marchesato e a caserma del presidio.

Nel secolo successivo l’edificio era ormai gravemente degradato per la mancata manutenzione, e nel 1825 iniziarono i lavori per ridurre l’antico maniero a prigione, funzione che d’altronde aveva già svolto nel XVIII secolo: la trasformazione comportò la ricostruzione del corpo principale e la conseguente distruzione delle decorazioni quattrocentesche.

Dal 2006 il complesso è stato oggetto di un lungo e attento restauro, per restituirlo alla fruizione pubblica: i suoi ampi locali ospitano l’archivio storico, spazi museali e i luoghi in cui saranno inscenati eventi di promozione culturale e turistica.

L’Esposizione e Collezione permanente IGAV

Tra questi eventi di promozione culturale da segnalare l’opera dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, associazione culturale senza fini di lucro con sede a Torino, che ha inaugurato, nell’autunno del 2009, nella manica ottocentesca dell’ex carcere di Saluzzo, l’Esposizione e Collezione permanente che è entrata a far parte dei “Luoghi del contemporaneo”, individuati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

L’Esposizione non è statica, ma in continuo aggiornamento: le opere, in parte appartenenti alla Collezione privata Garuzzo e in parte concesse all’ IGAV in comodato d’uso da artisti e galleristi, illustrano al pubblico l’evoluzione dell’arte contemporanea italiana e uno spaccato della scena artistica attuale.

Museo della Civiltà Cavalleresca e Museo della Memoria Carceraria

Il 3° piano della manica ottocentesca ospita Il Museo della Civiltà Cavalleresca. Un nuovo allestimento multimediale presenta, alla luce della storia europea, i tratti salenti dell’identità culturale espressa dai Marchesi di Saluzzo e dai ceti dirigenti a loro collegati fra XII e XV secolo.

Il Museo si articola in 11 sale, ognuna delle quali illumina un aspetto o un momento significativo della società cavalleresca e cortese del Marchesato, presentando uno o più personaggi chiave: matrimoni, carriere ecclesiastiche e militari, riferimenti letterari collocano Saluzzo al centro di un sistema di relazioni di volta in volta con il Papato, l’Impero, il regno di Francia, gli Angioini, gli stati grandi e piccoli della Penisola.

Allestimenti di grande impatto emotivo, nel Museo della memoria carceraria, concorrono a proporre un inedito percorso museale di forte suggestione nella sequenza della antiche celle di isolamento al piano seminterrato.

La Castiglia, come istituzione penitenziaria, ha attraversato gran parte della storia nazionale: dal Risorgimento all’Unità, dal fascismo alla Repubblica sino alla sua chiusura nel 1992, e a ciascuna di queste fasi storiche hanno corrisposto diverse concezioni della pena e diverse scelte di politica criminale..

Personaggi famosi, funzionari, pericolosi briganti e poveri marginali, tutti comunque reclusi, compongono la storia del primo carcere moderno del regno sabaudo attraverso un allestimento multimediale che si propone di coinvolgere il pubblico anche dei non esperti e dei giovani.

Una riflessione a 360 gradi sul carcere, sul suo significato storico per le moderne democrazie e sui suoi infiniti rapporti con l’arte, il cinema e la letteratura.

Il libro “Evasioni”

E da queste e altre riflessioni è stato coinvolto tempo fa il fotografo piemontese Davide Dutto, che proprio con i detenuti di Saluzzo e con allestimenti in queste sale, ha realizzato interviste, fotografie, eventi con cene in questo vecchio carcere (con suggestivi allestimenti nelle vecchie celle), il tutto per raccogliere materiale che ha dato vita al libro Evasioni, scritto da Emanuela Savio.

Un progetto nato nel 2012 da 3 laboratori di scrittura creativa coordinati dall’autrice e dal fotografo, coinvolgendo circa 50 detenuti tra Media e Alta Sicurezza, con l’obiettivo di creare  un dialogo tra il dentro e il fuori, tra il carcere e la società.

Un libro che potrebbe essere utile e suggestivo leggere durante la visita alla Castiglia di Saluzzo.

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Visite alla Castiglia e Libro Evasioni

Info e prenotazioni visite: 

saluzzo@coopculture.it  tel. 800 392789 – 0175 240006

Libro “Evasioni” di E. Savio e D. Dutto:

http://saporireclusi.org/evasioni-2/