Cuneo, incidenze nel vuoto di Giuseppe Penone

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La mostra di Giuseppe Penone,  frutto del grande lavoro messo in atto dalla Fondazione CRC in questi anni, grazie anche alla collaborazione con istituzioni culturali di primo livello come il Castello di Rivoli.

La mostra

Concepita come un progetto espositivo condiviso tra le due istituzioni nel Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo e nel giardino del Castello di Rivoli, la mostra presenta il cuore della ricerca dell’artista Giuseppe Penone.

Una riflessione sulla dualità tra vuoto e pieno come parti costitutive e materiali del suo lavoro artistico, attraverso una precisa selezione di opere che mettono in relazione le due sedi, in un sofisticato gioco di giustapposizioni e rimandi.

“È un grande onore per Cuneo ospitare un artista di fama internazionale come Giuseppe Penone, originario di Garessio e ormai noto in tutto il mondo. Il Complesso monumentale di San Francesco diverrà per i prossimi mesi l’habitat ideale di opere normalmente esposte in luoghi come la Reggia di Versailles e il Louvre di Abu Dhabi” commenta il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta.

“La mostra è il frutto del grande lavoro messo in atto dalla Fondazione CRC in questi anni, grazie anche alla collaborazione con istituzioni culturali di primo livello come il Castello di Rivoli: la disponibilità di Penone dimostra l’importanza e la bontà di questo progetto espositivo, unico nel suo genere. Anche quest’anno la Fondazione CRC riesce ad offrire alla comunità cuneese e ai tanti appassionati d’arte che verranno appositamente a Cuneo l’occasione di ammirare con i loro occhi una mostra di altissimo livello”.

Come spiega il curatore della mostra e direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, l’arte di Penone si basa sul principio di incarnare una consapevolezza fisica, tattile-visiva, di tutti gli organismi e delle loro trasformazioni.

Penone percepisce il mondo e la vita in modo scultoreo, toccandone e accarezzandone le parti costitutive. La scultura riguarda l’intaglio, lo scavo e la produzione di vuoti oppure, al contrario, concerne la fusione, la duplicazione e la moltiplicazione, attraverso una serie di passaggi, dal positivo al negativo, della forma oggetto di duplicazione o copia.

Penone, originario di Garessio, classe 1947. è emerso alla fine degli anni Sessanta nell’ambito dell’Arte Povera, tra i movimenti artistici più importanti e innovativi del XX secolo a livello internazionale che trova la sua origine in Piemonte, dal quale proviene un importante nucleo del gruppo di artisti.

L’Arte Povera è generalmente definita come un’arte di materiali e tecniche eterogenei e “poveri”. Più importante di questo aspetto è il fatto che tali artisti sono interessati a creare situazioni reali di energia, in cui natura e cultura non sono opposti. Oggi l’Arte Povera, e in particolare l’opera di Penone, gode di un rinnovato interesse, anche legato all’apprezzamento di quella libertà artistica e dell’interesse per la natura in essa presenti.

La mostra è accompagnata da un catalogo con un saggio inedito e un’intervista all’artista di Carolyn Christov-Bakargiev e scritti inediti di Penone. Il volume include una serie di disegni inediti che ripercorre come in un viaggio lo svolgimento cronologico e geografico delle opere scrivendo per la prima volta attraverso parole e immagini il racconto che le lega ai due luoghi che le ospitano.

LE OPERE IN MOSTRA

Matrice – particolare
  • Matrice – La navata centrale della Chiesa di San Francesco a Cuneo è attraversata dalla scultura orizzontale Matrice, vera spina dorsale del progetto espositivo. Matrice è un abete che Giuseppe Penone ha sezionato longitudinalmente in due parti, scavato gli strati di legno seguendo gli anelli concentrici e dischiuso l’essenza della pianta.
  • Suture è una scultura monumentale che dialoga con l’architettura dell’abside della Chiesa di San Francesco. Quest’opera è modulata sulla forma della struttura del cranio umano, diviso in quattro sezioni da lame di acciaio che collegano i punti terminali delle suture. Penone realizza la scultura attraverso un segno veloce, quasi abbozzato con una matita. Per Penone, il cervello non è un’entità “piena”. È piuttosto concepito come uno spazio mentale nel quale la differenziazione tra materia solida e molle non è definita. Il cranio è un involucro le cui congiunzioni, che l’artista definisce “foglie del cervello”, alterano il proprio volume in conformità a potenziali deformazioni cerebrali. Il cranio è materia solida eppure plasmabile. La sutura è un punto di congiunzione, un sito in cui due parti si uniscono.
  • La scultura Dafne dialoga senza soluzione di continuità con l’opera Matrice. Penone la realizza mediante lo stesso processo, sebbene invertito. Se in Matrice è presente l’impronta umana all’interno della sezione arborea di bronzo e l’impronta del tronco dell’albero all’esterno, in Dafne l’impronta umana è visibile nella corteccia esterna mentre in quella interna la scultura riproduce le venature del legno di alloro che è servito da modello. Nel realizzare quest’opera sembra che Penone abbia toccato, quasi accarezzato, la superficie dell’albero, avvolgendola. Il titolo dell’opera richiama il mito di Apollo e Dafne.
  • Nella serie Gesti vegetali, Penone propone una riflessione sulla relazione che intercorre tra essere umano e vegetale e sulla rispettiva capacità di modificare l’uno l’identità dell’altro attraverso forme d’interazione reali o potenziali.
  • il modellino di Identità, insieme a studi e disegni preparatori, si riferisce alla grande scultura di un albero duplicato e rovesciato, allestito nel piazzale di fronte al Castello di Rivoli. Su un piano di percezione istintiva, si potrebbe pensare che le due sculture, Matrice e Suture, siano rispettivamente il corpo e il capo di un gigante dormiente, il cui pensiero si concretizza nel modellino. Quella di Giuseppe Penone è una riflessione sul processo della scultura al lavoro.
  • La scultura Identità è un albero di bronzo, su cui l’artista Giuseppe Penone ha innestato una copia albina in alluminio che, capovolta, sembra smaterializzare la fisicità lignea della pianta. Non essendo i due alberi speculari, l’artista ha prodotto una simmetria di alcune loro parti servendosi di specchi, incastonati nelle ramificazioni.

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Mostra "Incidenze del vuoto" di Giuseppe Penone

Dal 11 Ottobre 2019 al 02 Febbraio 2020 nel Complesso monumentale di San Francesco

Via Santa Maria 10, Cuneo

ORARI: da martedì a sabato dalle 15.30 alle 18.30; domenica dalle 11 alle 18.30

Ingresso gratuito.

Informazioni: Tel. 0171.452711

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