Paesi del Roero: Santo Stefano Roero

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ll paese si distende abbarbicato ad una stretta lingua di terra, sulla sommità delle Rocche.

L’antica torre, eretta dai Biandrate nel 1217, oggi è stata dimezzata poiché la rocca su cui si ergeva, con gli anni, si è talmente assottigliata da rendere la struttura pericolante.

Alcuni ritrovamenti archeologici testimoniano di insediamenti liguri, romani e longobardi in zona. Un documento del 1065 parla di una donazione di alcuni possessi  “infra castro de Sancti Stefani” da parte di Adelaide di Susa alla chiesa di Asti. Questo documento è importante perché ci indica come già allora esistesse un castello con chiesa annessa, da cui il paese prese il nome di Santo Stefano.

Nel 1153 il vescovo di Asti cedette il territorio ai conti de Biandrate, suoi fedeli, i quali si aggiudicarono anche Monteu. I Biandrate si schierarono dalla parte di Astisio ed Alba e nel 1217 fecero costruire la torre quadrata sulla cima della rocca di sommità, scomparsa definitivamente nel 2002 in seguito a terremoti  e frane. Successivamente i Biandrate si legarono agli Angiò, ma nel 1290 furono definitivamente battuti da Asti. Nel 1299 la zona passò sotto il controllo dei Roero, che la tennero quasi ininterrottamente fino al 1747, anno in cui morì Baldassarre Michele Roero, ultimo discendente, che vendette tutto ai Gromis di Trana.

DA VEDERE:

LE ROCCHE
Un insolito fenomeno geologico di erosione nato nella notte dei tempi, ma che continua ancora oggi e influenza la vita dell’uomo. A S.Stefano Roero le Rocche costituiscono l’elemento paesaggistico più tipico e si possono ammirare nella scenografica piazza principale del paese. Un patrimonio naturalistico che è possibile scoprire grazie alla Rete Sentieristica del Roero: itinerari ad anello che approfondiscono i temi dell’identità culturale locale.

LA TORRE SCOMPARSA
Fino al 2002 un’alta torre quadrata svettava sulla cima della Rocca che sovrasta il centro storico. Fatta erigere dai Biandrate nel 1217, la torre era affiancata da una chiesa dedicata a S. Stefano (citata nel 1065 e da cui prese nome il paese), con relativo cimitero. Nel 1841 venne donata al Comune dai proprietari del tempo (Beraudo di Pralormo, Carron di St-Thomas, Faussone di Clavesana).
Nel 1887 una notevole parte dello spigolo di nord-est cadde a causa del terremoto: per evitare pericoli di crolli, pochi anni addietro fu drasticamente ridotta a pochi metri di altezza, che gli agenti atmosferici e l’estrema friabilità della rocca hanno fatto precipitare nel sottostante baratro la notte del 27 dicembre 2002.

LE CHIESE
La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria del Podio, citata nel 1315 come ‘oratorio’ sostitutivo della più antica Santo Stefano, ma sicuramente più antica in tale sito, venne ricostruita fra il 1662 e il 1668. Venne restaurata dopo i danni subiti per il terremoto del 1887, con ricostruzione della volta e modifica delle cappelle laterali. All’interno si notano tre altari in legno, in particolare quello di Santo Stefano, copiosamente intagliato.

La Chiesa di S.Bernardino, o dei disciplinanti (‘battuti’) bianchi, situata poco distante dalla chiesa parrocchiale; già citata alla fine del ‘500 di fronte alla parrocchiale, venne ricostruita nel sito attuale in linee barocche nel 1729.

La Chiesa di San Michele, posta, orientata, su una prominenza tra la Valle dei Lunghi e la Valle Aiello. Si hanno notizie su di essa specialmente a partire dal 1041 e per oltre due secoli, ossia fino alla distruzione del sottostante abitato di Anterisio, a metà del ‘200, per opera degli astigiani. Attorno alla chiesa, e in parte nel sito su cui sorge l’adiacente casa canonica, si trovava un cimitero rimasto in uso fino alla distruzione di Anterisio. Rimasta in oblio per secoli, la chiesa venne ricostruita nel 1729 nelle forme odierne a cura degli abitanti della zona.

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