Paesi d’Alta Langa: Somano

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Somano è nominato per la prima volta in un atto di donazione firmato dalle figlie di Olderico Manfredi nel 1078.

Percorrendo la strada che unisce Dogliani a Bossolasco, si incontra questo paese di poche case. Al tempo di Einaudi, primo presidente della Repubblica Italiana, grazie alla spettacolarità del paesaggio e all’amenità del clima, Somano era già luogo di villeggiatura, ricercato da intellettuali benestanti.

Tra i monumenti, da segnalare la chiesa di San Donato costruita nel 1480, posta sulla sommità della collinetta.

E’ raggiungibile dopo aver superato, sulla piazza, la Confraternita dei Disciplinati, la parte medioevale che dava accesso anticamente al concentrico ed il caratteristico pilone, con discreti affreschi, posto alle spalle della Parrocchiale. E’ necessario affrontare una breve salita per sbucare sulla piazzetta che funge da sagrato, apprezzandone la bella facciata.

L’interno del sacro edificio è particolarmente interessante, in quanto si presenta ricco di preziose opere d’arte: affreschi, dipinti e stucchi, un tabernacolo scolpito, in marmo, della fine del ‘400.

Dell’antico castello, che ospitò i signori savonesi D’Aste, rimangono poche tracce.

La festa patronale si tiene la prima domenica di agosto.

Storia

Somano è nominato per la prima volta in un atto di donazione firmato dalle figlie di Olderico Manfredi nel 1078.

Sappiamo anche che nel XII secolo il paese possedeva un piccolo castello distrutto poco dopo la sua acquisizione da parte dei Savoia, agli inizi del XVII secolo.

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