Paesi dell’Alta Langa: Bosia

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Il nome prende origine dal termine Bozeda secondo alcuni, secondo altri da Boxa. Tali nomi significavano il luogo dove prosperava la pianta del “bosco”.

La storia

Le origini di Bosia sono antichissime, probabilmente risalgono al periodo pre-romano con la formazione di un villaggio aggregato a quelli della Gallia. Dopo la conquista romana, come tutta la zona, anche il paese fu valorizzato venendosi a trovare sul percorso ottimale delle truppe che da Roma si recavano in Gallia e facevano qui accampamenti o stazionamenti veri e propri. Nel Medioevo la vallata fu valorizzata e le popolazioni elevate culturalmente grazie all’insegnamento impartito dalle comunità religiose, specie dai Frati Benedettini, e allo svilupparsi dei commerci.

Il paesino della valle Belbo è una delle capitali del pallone elastico giocato alla “pantalera”.

Le attrattive principali sono costituite dall’ambiente naturale. Bosia si affaccia sulla valle del Belbo, che in questo punto diventa stretta e ripida. Come in altri centri della zona, negli ultimi anni si è diffusa la coltivazione del fagiolo bianco di Spagna, accanto a quella del nocciolo, oltre alla produzione di tipici formaggi langaroli.

Le tradizioni

Il rispetto delle tradizioni e della cultura locale, percepibili anche dall’uso di materiali da costruzione caratteristici, quali la pietra di Langa, il coppo piemontese, si intersecano bene con le innovazioni tecnologiche finalizzate alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico.

Le case di Langa sono protagoniste della vita sulle colline. La ricerca del luogo, adatto ad ospitare la cascina, la stalla, il fienile, l’aia e tutti i servizi primari, era uno dei problemi più difficili da risolvere: essenziali erano la vicinanza all’acqua sorgiva, l’accesso agevole ai campi ed un orientamento studiato alla perfezione.
La casa di Langa era ed è autonoma, comprendente la stalla in grado di ospitare le bestie per il lavoro dei campi, lo spazio per le galline, il ricovero degli attrezzi e del legname, il pozzo, talvolta la cantina e il forno. Poteva dominare da sola interi versanti della collina o aggregarsi in borgate garantendo una compartecipazione nei lavori agricoli.
Quasi sempre i casolari isolati hanno una sistemazione ad “L”, talvolta ad “U” con il rustico disposto sui due lati dell’aia. Nascendo in simbiosi con il sito con il quale deve convivere, la cascina non ha potuto fare a meno di essere costruita con i materiali presenti nella zona stessa. La pietra, spesso recuperata dallo stesso dissodamento dei campi, è stata da secoli l’elemento dominante delle architetture contadine, assieme al fango utilizzato come elemento cementante nella costruzione delle case.

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