Paesi dell’Alta Langa: Cossano Belbo

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Cossano Belbo è al crocevia di due aree letterarie importanti: la prima relativa allo scrittore Cesare Pavese, nato a Santo Stefano Belbo (paese contiguo), l’altra relativa allo scrittore albese Beppe Fenoglio.

Molti passi dei due scrittori menzionano luoghi cossanesi: ad esempio viene descritto il santuario della Madonna della Rovere situato in un luogo panoramico e che è legato ad una interessante leggenda di fondazione che narra di una quercia che lacrimava olio; custodisce inoltre un ciclo di ex-voto pittorici dipinti dal cossanese Francesco Bo che raccontano della vita contadina del secolo appena concluso. Una ricerca che ha avuto inizio in questo santuario ha censito oltre quattromila tavolette votive dipinte su tutto il territorio regionale attualmente visitabili su di un sito Internet dell’Università di Torino. Passaggio obbligato di antichi commerci, Cossano presenta tre diverse fasce del suo attuale assetto: le colline del moscato che si aprono verso l’ampio bacino del Belbo, i vigneti di Dolcetto sui contrafforti mediani del territorio comunale, e infine la suggestiva strada di Scorrone, che s’inerpica serpeggiando tra i noccioleti verso l’alta Langa.

Un passato storico importante per Cossano Belbo. Vestigia romane, ritrovate un po’ ovunque nel territorio comunale, ne raccontano antiche origini probabilmente negli anni dell’imperatore Caracalla quale insediamento di ex legionari congedati dall’esercito e ai quali venivano assegnate terre da coltivare. L’episodio più citato risale al 4 marzo 1274, con la battaglia tra l’esercito astigiano e quello fedele a Carlo d’Angiò. In seguito Cossano divenne feudo dei marchesi di Busca. In una località collinare in frazione San Bovo si racconta pure di uno scontro tra un gruppo austro-piemontese e l’avanguardia napoleonica. La memoria storica più recente è ricordata invece nella piazza del paese, intitolata a Pinin Balbo, medaglia d’oro nella guerra partigiana, che è ancora viva nella mente e nei racconti di molti cossanesi. È del 1700 un personaggio storico importante di Cossano, Padre Simone di San Stanislao, che fu rettore a Recanati per i Passionisti e morì in odore di santità tanto che ancora oggi si celebrano messe in sua memoria ed un paio di exvoto sono stati a lui dedicati per guarigioni ritenute miracolose. Ma Cossano è anche luogo magico: si raccontano storie di masche che hanno abitato case e colline del paese, capaci di influssi malefici ottenuti con il “libro del comando”. Sulla piazza del paese, come anche nelle aie delle cascine più sperdute, si giocava a pallone elastico, soprattutto nella sua versione più tradizionale, alla pantalera. Questo consentiva giochi in luoghi anche molto stretti, utilizzando il rimbalzo che la palla poteva avere sui tetti o contro le pareti delle case.

La storia

Il primo documento storico nel quale viene citato il Comune di Cossano (Coxani) è l’Editto Imperiale del 31 Luglio 1001, con il quale Ottone III conferma in feudo al marchese Oldrico Manfredo il territorio della Valle Belbo, da S. Stefano a Murazzano. I numerosi passaggi dinastici successivi portano Cossano prima nella Contea di Loreto, assegnata a Ottone Boverio, poi al Marchesato di Cortemilia e quindi ai Marchesi Busca, che ebbero a che fare con Cossano dal 1190 fino alla metà del 1700. Nel 1247 il Marchese Raimondo di Busca riceve l’investitura ufficiale del Castello e del territorio di Cossano. Alla fine del ‘200 Cossano passa sotto Asti, finchè, nel 1310, Giorgio Marchese di Busca viene ristabilito Signore di Cossano. Morto Giorgio, il figlio Manfredo riceve nel 1355 l’investitura imperiale. Tra il 1431 e il 1435 Cossano deve sottostare al dominio visconteo, quindi ai Marchesi del Monferrato che restituiscono poi l’intero territorio ai Marchesi di Busca. Nel 1711 Cossano passa definitivamente ai Savoia. Alla fine del ‘700 Cossano conosce la dominazione francese, che durerà fino al 1814 e poi, seppure da lontano, tutte le vicende che porteranno all’unificazione dello Stato italiano. Durante la dittatura fascista, al paese di Cossano venne aggregato il piccolo centro di Rocchetta Belbo, che riacquistò la propria indipendenza nel 1946.

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